Caratteristiche tecniche:
Ottima pedonabilitĂ
L’utilizzo delle semplici lamiere metalliche in copertura spesso incontra difficoltĂ nel garantire un’efficiente resistenza al calpestio: una copertura deve garantire la pedonabilitĂ anche nel corso del tempo per permettere una corretta manutenzione necessaria per assicurare lunga vita al tetto. Utilizzando alcuni materiali piĂą “dolci” spesso aumenta il rischio di creare “ammaccature” che anche se non inficiano la funzionalitĂ del sistema tetto, creano inestetismi permanenti a livello della copertura. Soluzioni per questo importante problema sono quelle di aumentare la “consistenza” del piano di calpestio: ciò lo si può ottenere aumentando lo spessore dello stesso, accrescendo lo spessore della lamiera di copertura o associandola in un “corpo unico” con un altro materiale con una determinata consistenza o densitĂ
Riduzione del rumore
La copertura di un edificio costituisce una parte importante di quel perimetro dell'edificio da difendere e isolare dal rumore esterno. La particolare tecnologia produttiva alubel permette di arricchire i 5 o 6 decimi di metallo, di 10 mm di poliuretano espanso ad alta densità perfettamente aderente alla lamiera utilizzata (alluminio, acciaio preverniciato, rame ecc.). Questo processo produttivo permette di ottenere una copertura metallica che all'impatto della pioggia o della grandine non emette vibrazioni, evitando l’effetto diapason. Si ottiene così un emissione ovattata molto simile alle coperture in laterizio. Infatti per assorbire il rumore è opportuno realizzare un pacchetto di copertura costituito da un insieme di componenti dalle caratteristiche fisiche differenti e possibilmente di diverso spessore.
Riduzione effetto condensa
Nel sistema composito di Tek 28, il poliuretano adempie a diverse funzioni tra le quali quella di limitare l'effetto condensa. La soluzione a questo problema avviene perché all'interno della copertura lo strato di poliuretano, la cui funzione è di avere un'elevata inerzia termica, interrompe il contatto tra l'ambiente interno e la lamiera esterna di copertura, impedendo al vapore acqueo di incontrare una superficie fredda e di conseguenza di condensare.Riduzione danni da grandine.
Riduzione danni da grandine
Un chicco di grandine può avere dimensioni che normalmente varia da 0,5 a 2 cm di diametro; gli effetti che possono derivare dall'urto della grandine sugli elementi di copertura dipendono dal materiale utilizzato. Le coperture in laterizio, per esempio, sono dure ma non riescono ad assorbire l'urto, risultando fragili al punto di incrinarsi, creparsi e rompersi. Le coperture in metallo, invece, sono malleabili, non si spezzano e assorbendo l'urto si ammaccano ma non perdono la funzione di tenuta alle intemperie. Lo strato monolitico di poliuretano espanso ad alta densità , perfettamente aderente al metallo di Tek28 partecipa all'assorbimento dell'urto del chicco di grandine attutendo o eliminando il pericolo di ammaccature.
Eliminazione ponte termico
Nelle struttura metalliche è fondamentale isolare il manto di copertura dalla sottostante struttura metallica. L'impiego di Tek 28 con il suo strato protettivo che riveste all'intradosso la lamiera, riduce del 30% circa il carico termico che grava sulla superficie del pannello stesso e attenua notevolmente i ponti termici, costituendo una barriera alla dispersione del calore.
Eliminazione coppe galvaniche
Il fenomeno si manifesta quando, in presenza di soluzioni elettrolitiche, si trovano a contatto due metalli diversi, per cui fra questi si determina una differenza di “potenziale”. Il comportamento della coppia bimetallica è quello di una pila con un metallo che funziona da anodo e l'altro da catodo, comportando nel tempo una dissoluzione più o meno pronunciata della parte anodica. Questo tipo di corrosione prende il nome di “corrosione galvanica”. L’applicazione di uno strato di poliuretano permette di evitare qualsiasi contatto tra la lastra e la struttura sottostante.
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Effetto tetto caldo ventilato - in assenza di poliuretano |

Ulteriori vantaggi sull'impiego di Tek 28 si possono ottenere nella progettazione di un pacchetto di copertura ventilato. Un tetto si può definire tale quando il manto di copertura si distacca dallo strato isolante creando un'intercapedine che permetta ad un flusso omogeneo d'aria di circolare dalla gronda fino al colmo. Va ricordato che l'intercapedine non deve essere inferiore a 5/6 cm.,e in presenza di buona pendenza. La costante e consistente circolazione d'aria, sottrae il calore trasmesso dal manto di copertura, preservando dal surriscaldamento gli strati sottostanti. E' risaputo che lamiera di metallo esposta ai raggi del sole su un tetto si surriscalda anche il doppio del valore della temperatura stessa. Ad esempio in estate se la temperatura esterna è di 30°, la lamiera del tetto può raggiungere anche 60° o oltre, soprattutto se è di tonalità scura. Ciò significa che in presenza di un pacchetto ventilato la temperatura dell'aria della stessa intercapedine risente della temperatura alta della lamiera. Questo fenomeno certamente riduce i benefici del tetto ventilato.

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In presenza di poliuretano |

L'impiego di Tek 28 composto da uno strato di poliuretano ad alta densità porta a ridurre lo sbalzo termico nell'intercapedine della ventilazione e di conseguenza consente allo strato isolante di dare risultati nettamente superiori. Questo è un vantaggio significativo per creare un comfort abitativo migliore. In sostanza Tek28 permette di impedire significativamente la trasmissione del calore assorbito dalla lastra all'interno dell'intercapedine di ventilazione. La ventilazione incrementa e potenzia le caratteristiche dell'isolante, espellendo quindi il calore dal colmo. Il disegno sotto riportato mostra la sezione di un corretto pacchetto di copertura dove è stato considerato la risposta ai quesiti sopra indicati.
Lavorazioni profilo TEK28
Curvatura mediante calandratura semplice

A= min 200 mm B= min 50 mm |
oppure |
A= min 50 mm B= min 200 mm
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| Ri |
S= lunghezza massima della lastra |
|
alluminio 0,7 — 0,8 mm |
Rame e acciaio 0,6 — 0,8 mm |
Acciaio inox
0,6-0,8 mm
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| 4m |
- |
- |
max 5 m |
| da 6 a 8 m |
max 8 m |
- |
6 m* |
| da 8 a 10 m |
max 9 m |
- |
max 7 m* |
| da 10 a 14 m |
max 10 m* |
max 10 m* |
max 8 m* |
| da 14 a 16 m |
max 11 m* |
max 9 m* |
max 9 m* |
| da 16 a 20 m |
max 12 m* |
max 10 m* |
max 9 m* |
| oltre 20m |
max 12m* |
max 11 m* |
max 10 m * |
| * lavorazioni fuori standard |
Curvatura mediante calandratura con microimpronte

| S lunghezza max lastra |
| Ri |
alluminio |
altri materiali |
| da 3 a 4 m |
max 5 m |
max 4 m |
| da 5 a 6 m |
max 7 m |
max 6 m |
| da 6 a 8 m |
max 8 m |
max 6 m |
| da 8 a 10 m |
max 9 m* |
max 6 m |
| da 10 a 14 m |
max 10 m* |
max 7 m* |
| da 14 a 16 m |
max 11 m* |
max 8 m* |
| da 16 a 20 m |
max 12 m* |
max 9 m* |
| oltre 20 m |
max 12 m* |
max 10 m* |
| * lavorazioni fuori standard |
Curvatura uniforme mediante tacchettatura

A= min 200 mm B= min 50 mm |
oppure |
A= min 50 mm B= min 200 mm
|
| Ri |
alluminio |
altri materiali |
| 1 m |
max 3 m |
max 3 m |
| da 2 a 3 m |
max 4 m |
max 4 m |
|
da 3 a 4 m
|
max 5 m
|
max 5 m |
| da 4 a 6 m |
max 6 m |
max 6 m |
| da 6 a 7 m |
max 8 m |
max 8 m* |
| *lavorazione fuori standard |
Curvatura parziale mediante tacchettatura
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Simbologia |
|
| A |
tratto iniziale |
min 50 max 2000 mm |
| B |
tratto terminale |
min 50 max 2000 mm |
| S |
sviluppo curvo |
min 100 mm |
| A+B+S |
sviluppo totale (alluminio) |
max 5000 mm* |
A+B+S
|
sviluppo totale (altri materiali) |
max 5000 mm* |
| Ri |
raggio interno |
min 230 mm |
| P |
distanza impronta |
min 25 mm |
| a |
angolo di deflessione |
min 1° max 6° |
| *sviluppo totale variabile in base al raggio interno |
Tacchettatura al centro
Lastra curvata solamente in centro per la formazione di colmo e il congiungimento di due falde (ottenute mediante una seri di impronte nel centro della lastra)
I tratti rettilinei A e B hanno una lunghezza che varia da un minimo di 150 mm. ad un massimo di 3500 mm.
Â
|
S lunghezza lastra |
|
| P |
alluminio |
altri materiali |
| da 6 a 12 % |
max 10 m |
max 6 m |
| da 12 a 15 % |
max 10 m |
max 6 m |
| da 15 a 20 % |
max 8 m |
max 6 m |
| da 20 a 25 % |
max 8 m |
max 4 m |
Deformazione controllata
Dimensioni di lavorazione
|
minima |
massima |
| A |
200 mm |
4000 mm |
| B |
200 mm |
4000 mm |
| A+B |
- |
6000 mm |
| C |
105° |
160° |
| Y |
lastre con smusso |